In questo contesto, da oltre vent’anni, le sculture lignee di artisti locali e internazionali hanno preso posto tra le case, lungo le vie, ai margini del bosco.
Non è una mostra all’aperto nel senso convenzionale — è un paese che ha scelto il legno come linguaggio e lo usa per raccontarsi.
A Costalta, piccolo borgo adagiato sul versante sud-est del monte Zovo, il legno non è soltanto materia: è memoria. Qui, tra le vie del paese, accanto al legno delle case tradizionali, troverai quello delle sculture contemporanee che dialogano con le case che le custodiscono.
È il progetto CostaltArte, nato nel 2000 da un’idea semplice: abbinare a ogni casa antica una scultura in legno, in una sorta di matrimonio tra architettura e creatività, tra le vestigia del passato e la mano dell’artista di oggi.
Le opere sono nate negli anni, nel cuore dell’estate, nella settimana che precede la festa della patrona Sant’Anna: scultori italiani e stranieri hanno lavorato il legno sotto gli occhi di chi passava, lasciando poi la loro creazione a pochi passi dalla dimora a cui è destinata. Stili e sensibilità diversi, uniti dalla stessa materia calda e viva e dallo stesso paesaggio dolomitico.
Il progetto è promosso dalla Regola di Costalta, che delle opere è anche proprietaria: come i suoi boschi e i suoi pascoli, anche questo patrimonio artistico è inalienabile e indivisibile, custodito dalla comunità e restituito a chi la visita. La ricerca degli artisti e l’organizzazione delle iniziative sono, invece, curate dall’Associazione CostaltArte.
Il risultato è un museo a cielo aperto che non conosce biglietti né orari: basta perdersi tra le vie di Costalta, alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere, opera dopo opera, casa dopo casa.
Vuoi scoprire tutte le sculture, gli artisti che le hanno firmate e la storia del progetto anno dopo anno?
Visita il sito www.costaltarte.it