Chiesa Caduti di Cima Vallona
Loc. Tamai Sega Digon, San Nicolò Comelico
Prima di incrociare le creste di confine nella valle del Digon, in località Cappella Tamai, nei pressi di San Nicolò Comelico, potrai incontrare la chiesa costruita in ricordo dell’eccidio di Cima Vallona avvenuto il 25 giugno 1967. In quella data un gruppo di sudtirolesi aveva fatto saltare un traliccio dell’alta tensione uccidendo l’alpino Armando Piva, il capitano dei Carabinieri Francesco Gentile, il S. Tenente paracadutista Mario di Lecce ed il Sergente paracadutista Olivo Dordi, e ferendo il Sergente maggiore paracadutista Marcello Fagnani.
“In memoria delle vittime di Cima Vallona e ai Caduti di tutte le guerre per la difesa dei confini d'Italia”
La chiesa sorge in un punto già molto carico di storia religiosa: Tamai era infatti un luogo di passaggio per i pellegrini diretti alla Madonna di Luggau e per i fedeli diretti alla chiesa di Costa durante la processione votiva di S. Daniele. Ma passavano anche greggi e pastori diretti alle malghe che ugualmente si soffermavano sul capitello di Tamai per una preghiera a protezione del cammino. In onore del capitello di Tamai, la località prende oggi il nome di “Cappella Tamai”.
Costruita da un team di ex alpini del Cadore (geometra Enzo Dall’asta, disegnatore Mario Carbogno, coordinatore della procedura e l’opera edilizia P.ind. Neri Valmassoi) la chiesa a forma di tenda alpina riecheggia non solo l’eccidio di Cima Vallona ma tutte le guerre che sul fronte italiano hanno visto la morte di molte vittime. Potrai trovare una lapide ai Caduti della prima guerra mondiale e una ai caduti, dispersi, prigionieri e internati civili della Seconda Guerra mondiale.
All'interno
Al suo interno un grande crocifisso ligneo tratto da un tronco di abete che sovrasta un altare monolitico in pietra di Castellavazzo è una straordinaria opera d’arte contemporanea di Augusto Murer.